Come scrive questa settimana lo strategist Alessandro Fugnoli nella sua rubrica IL ROSSO ED IL NERO, il mercato mostra una temerarietà che suscita una lecita curiosità
- Il paradosso dei mercati
Nonostante fattori destabilizzanti come la crisi energetica, l’inflazione statunitense al 3.8%, annunciata ieri, e i segnali di debolezza dei consumi, i mercati non solo sono rimasti stabili, ma hanno mostrato una forte spinta al rialzo, con l’S&P 500 che sta salendo verso quota 7500.
- Analisi dei fattori di rischio (meno pesanti del previsto)
Crisi energetica: Nonostante lo stretto di Hormuz sia chiuso da 75 giorni, l’impatto globale è mitigato dalle esportazioni record di greggio degli Stati Uniti, che compensano i costi per i consumatori con i maggiori ricavi delle società petrolifere.
Inflazione: Sebbene l’inflazione rimanga elevata (3-4%) e lontana dagli obiettivi delle banche centrali, è considerata “benigna” poiché concentrata (per adesso) su energia e alimentari, senza propagarsi eccessivamente a salari e servizi.
Consumi e Tassi: Si nota una fragilità nelle fasce di reddito più basse (morosità record su carte di credito e prestiti auto), ma l’azionario rimane fiducioso grazie alla prospettiva di deregulation bancaria che sarà avviata dal nuovo governatore della FED Warsh e al fatto che l’inflazione alta alza utili e ricavi nominali delle imprese, abbassando al tempo stesso i tassi reali.
Chi certamente in questo momento paga dazio è l’obbligazionario a scadenza media e lunga sulle attese di un’inflazione più alta
Tuttavia, già a partire dal prossimo anno, è probabile che le principali pressioni sull’inflazione potranno progressivamente venire meno
La spinta dell’Intelligenza Artificiale
Il vero motore del rialzo è però la rivoluzione tecnologica dell’IA, che si sta propagando in tre direzioni strategiche:
Produttori di memorie: Godono di margini altissimi grazie a una capacità produttiva controllata e che non ha visto un significativo aumento dell’offerta
Infrastrutture Data Center: Aziende storiche come Nokia o Cisco stanno trovando un nuovo slancio come fornitori tecnologici dei data center e contestualmente si sta iniziando a sperimentare l’uso della luce al posto dell’elettricità nei data center stessi, riducendo i costi energetici ed aumentando la potenza di calcolo. La conseguenza sarà una diminuzione dei costi energetici ed un miglioramento della la velocità e della potenza di calcolo a parità di semiconduttori impiegati. L’introduzione della fotonica andrà a sostituire progressivamente l’impiego di materiali tradizionali, tra cui il rame, la cui domanda però continuerà a crescere spinta da altri settori dell’economia
Opportunità per l’investitore
Questo settore, per un investitore orientato al lungo termine (compra e dimenticati di averlo fatto) rappresenta un’opportunità rilevante per chi ha mancato i precedenti cicli legati ai grandi fornitori cloud (hyperscalers) o alle memorie. Il dibattito sul fatto se sia in corso la formazione di una bolla come fu nel 2000 è in corso e vivace; alcuni pensano di sì, altri no ma tutti concordano sul fatto che ad oggi non esiste alcuna bolla, semmai, di questo passo, il timing potrebbe collocarsi dalla metà del prossimo anno in poi. Vedremo..