Fondo Pensione – Il Bonus per i Neo Occupati

La normativa riserva ai giovani neoassunti un vantaggio
oggettivo poco conosciuto o forse snobbato dai diretti interessati. Ecco cosa
stabilisce la Legge di Bilancio 2026:

1. La formazione del “Plafond di recupero”

Nei tuoi primi 5 anni di partecipazione alla
previdenza complementare, il sistema “osserva” quanto versi.

  • Il
    tetto massimo teorico è di 5.300 euro all’anno.
  • Se
    in questi 5 anni non versi nulla, o versi meno del massimo, accumuli la
    differenza come un “credito” (il plafond).
  • Il
    livello massimo del plafond
    è effettivamente di 26.500 euro
    (5.300 € x 5 anni), nel caso limite in cui non sia stato effettuato alcun
    versamento nel primo quinquennio, perché non si poteva o non si voleva.

2. La fase di recupero (i 20 anni successivi)

Una volta superati i primi 5 anni, hai a disposizione i
successivi 20 anni per “consumare” questo plafond accumulato,
ma con un limite annuale preciso:

  • Puoi
    dedurre i 5.300 euro (limite ordinario).
  • In
    aggiunta
    , puoi dedurre fino a un massimo di 2.650 euro extra
    all’anno, attingendo dal tuo plafond.
  • Quindi,
    ogni anno puoi arrivare a dedurre complessivamente 7.950 euro,
    finché non hai esaurito il tuo credito di recupero.

Un esempio pratico:

Se un giovane professionista nei primi 5 anni ha versato
solo 1.000 euro all’anno, ha “mancato” 4.300 euro di deduzione ogni
anno. Al sesto anno, si ritrova con un plafond di recupero di 21.500 euro
(4.300 € x 5).

Da quel momento, potrà versare e dedurre 7.950 euro l’anno
per circa 8 anni, ottimizzando massicciamente il suo carico fiscale proprio nel
momento in cui, presumibilmente, il suo reddito (e la sua aliquota IRPEF) sarà
cresciuto.


 

NOTA BENE La definizione di “giovane di prima
occupazione” (che dà diritto al meccanismo di recupero del plafond fino a
26.500 euro nei 20 anni successivi) non fa alcuna distinzione tra lavoro
dipendente e lavoro autonomo
.

Quindi rientra anche il giovane che ha aperto la sua
prima partita IVA
.

Per il fisco e per la normativa sulla previdenza
complementare (D.Lgs. 252/2005), la condizione di “prima occupazione”
si attiva nel momento in cui un soggetto avvia una qualsiasi attività
lavorativa che comporti l’obbligo di iscrizione a una forma pensionistica
obbligatoria.

Chi rientra nella definizione?

Il quinquennio di osservazione parte dalla data di prima
iscrizione a una forma pensionistica obbligatoria, che può essere:

  • L’INPS
    (per i lavoratori dipendenti del settore privato o pubblico).
  • La Gestione
    Separata INPS
    (tipica dei giovani professionisti con partita IVA in
    regime forfettario o dei co.co.co.).
  • Una Cassa
    di previdenza professionale autonoma
    (come la Cassa Forense per gli
    avvocati, Inarcassa per ingegneri/architetti, Enpam per i medici, ecc.).

Come funziona per la Partita IVA?

Se un giovane professionista apre la partita IVA nel 2026 e
si iscrive alla sua Cassa o alla Gestione Separata, il 2026 sarà il suo
“anno zero”.

  • Nei
    successivi 5 anni (fino al 2031) il sistema verificherà quanto ha versato
    nel fondo pensione (es. Azimut Previdenza).
  • Se a
    causa delle spese di avvio attività o del reddito iniziale non riesce a
    sfruttare il tetto massimo di deducibilità (5.300 euro all’anno), la
    differenza andrà a costituire il suo plafond di recupero.

Un consiglio strategico per le partite IVA che partono in
Regime Forfettario

Spesso i giovani in Regime Forfettario pensano che il
fondo pensione sia inutile perché non possono dedurre i contributi dall’imposta
sostitutiva (del 5% o 15%).

Tuttavia aprire comunque il fondo
pensione nei primi 5 anni di attività ha due vantaggi enormi:

  1. Fai partire il contatore dell’anzianità:
    Inizi a far correre gli anni necessari per far scendere la tassazione
    finale dal 15% al 9%. (Apri il fondo ma poi non sei obbligato a versare
    grandi somme e non ogni anno)
  2. Accumuli il plafond per il futuro: Se, come
    auspicabile, nei successivi 20 anni il professionista uscirà dal
    forfettario per passare al regime ordinario (intercettando aliquote IRPEF
    dal 35% al 43%), si ritroverà con un super-bonus di deducibilità (fino a
    7.950 euro all’anno per sfruttare il plafond accumulato) proprio quando ne
    avrà fiscalmente più bisogno.